Firmato il protocollo. Si attende il via libera di Figliuolo. Moratti: vaccini in azienda e per le aziende. Cosa dice il documento

E’ stato approvato dalla Giunta regionale il documento che disciplina le somministrazioni le linee guida del protocollo d’intesa tra Regione aziende su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, di concerto con l’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi. L’obiettivo, rendono noto dal Pirellone, è efficientare la campagna vaccinale, attraverso linee dedicate alle aziende e ai loro lavoratori, all’interno dei grandi hub massivi e disponibilità delle imprese a provvedere alle somministrazioni nei propri luoghi di lavoro. Pe la partenza manca il via libera del commissario governativo per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo. Solo con l’ok di Figliuolo la Lombardia potrà avviare la campagna vaccinale non solo nelle aziende, ma anche per le aziende. Già nei mesi scorsi Regione Lombardia aveva definito con Confindustria, Assolombarda e l’Associazione nazionale medici di azienda un’ipotesi di campagna vaccinale sui luoghi di lavoro. Il 10 marzo era quindi stato definito un protocollo di intesa e quindi un protocollo di principi operativi. “Con l’approvazione della delibera e del protocollo attuativo – dice Letizia Moratti – confermiamo e diamo ulteriore concretezza agli obiettivi che ci eravamo dati. Ovvero efficientare la campagna vaccinale e garantire sempre più sicurezza sui posti di lavoro, grazie alla collaborazione sinergica con il mondo delle imprese”. Molto positivi i riscontri da parte delle associazioni di categoria che, in 24, hanno già aderito.

La DGR 4768 del 24 maggio 2021 ha integrato le indicazioni previste dalla DGR n. 4401/2021 per la somministrazione della vaccinazione nelle aziende, recependo le indicazioni fornite a livello nazionale attraverso il “Protocollo” sottoscritto il 6 aprile 2021 e il documento “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 nei luoghi di lavoro” approvato dalla Conferenza delle Regioni e PP.AA. l’8 aprile 2021.

Ha inoltre approvato il documento “Disciplinare. Campagna di vaccinazione anti COVID-19 nelle aziende Lombarde” che fornisce indicazioni ulteriori di carattere tecnico-operativo per la realizzazione della campagna vaccinale in azienda tra cui il modello di “piano aziendale per la predisposizione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2 (Covid-19) nei luoghi di lavoro”.

Con la sottoscrizione del “Protocollo per la partecipazione delle aziende produttive lombarde alla campagna vaccinale anti covid-19” l’Associazione di categoria aderisce alla realizzazione della campagna vaccinale anti Covid-19 nelle aziende anche nel rispetto dei contenuti del documento “Disciplinare”.

Il Protocollo prevede la somministrazione del vaccino, da parte del medico competente, ove presente e disponibile o del medico di riferimento di struttura sanitaria privata con la quale, anche per il tramite delle Associazioni di categoria o nell’ambito della bilateralità, è stipulata specifica convenzione.

La campagna vaccinale in azienda è rivolta ai titolari e/o lavoratori, a prescindere dal luogo di residenza/domicilio, dal contratto applicato e dalla tipologia, dall’età, che operano nell’azienda aderente o anche appartenenti ad altre aziende che operano presso quest’ultima o nell’immediato territorio limitrofo. La vaccinazione sul luogo di lavoro è offerta anche ai familiari che svolgono di fatto, senza un regolare rapporto giuridico, un lavoro continuativo nell’impresa di famiglia.

Per aderire alla campagna vaccinale, i datori di lavoro, con il supporto o sotto il coordinamento delle Associazioni di categoria di riferimento, sviluppano il piano aziendale di adesione alla campagna vaccinale anti Covid-19 nelle aziende, da proporre all’ATS di riferimento territoriale.

In fase di prima attuazione, anche in considerazione dell’avanzata fase di realizzazione del piano vaccinale nella Regione Lombardia e della attuale previsione di consegna di vaccini dalla Struttura Commissariale Nazionale, è possibile prevedere l’avvio sperimentale di alcune iniziative anche in previsione della probabile necessità di organizzare attività vaccinale di richiamo nella prossima stagione autunno-invernale.


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