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L’Inail presenta linee di indirizzo Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza dei Lavoratori per le Aziende del settore Gomma Plastica. L’accordo quadro e le finalità delle linee di indirizzo. Focus sulla identificazione e valutazione dei rischi.

Per rendere più efficaci le attività di prevenzione sempre più rilevanza acquista l’adozione di sistemi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro (SGSL). Sistemi che ormai costituiscono il nucleo centrale dell’impegno delle aziende che sono consapevoli che idonee politiche di prevenzione non solo migliorano la tutela e le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, ma riducono anche i costi economici e sociali derivanti dalla carenza di sicurezza.

Proprio per allargare e diffondere l’adozione di sistemi di gestione, continua l’impegno dell’Inail nel proporre, anche attraverso accordi specifici con gli operatori del settore e le parti sociali, specifici SGSL nei vari comparti lavorativi, come già avvenuto, ad esempio, per le aziende dei servizi ambientali e territoriali, per le società di servizi, per il comparto aeronautico o per le imprese a rete.

Un nuovo capitolo relativo ai sistemi di gestione riguarda le aziende del settore Gomma Plastica: l’Inail ha infatti recentemente pubblicato un documento dal titolo “Linee di indirizzo SGSL-GP. Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza dei Lavoratori per le Aziende del settore Gomma Plastica”.

Le Linee di Indirizzo SGSL-GP – frutto della collaborazione di un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti dell’INAIL, della Federazione Gomma-Plastica, della Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomma ( Assocomaplast) e delle Organizzazioni Sindacali di categoria – sono correlate alla determinazione n. 69 del 21 marzo 2011 con cui è stato approvato l’Accordo quadro di collaborazione tra Inail e Federazione Gomma Plastica sottoscritto poi in data 6 giugno 2011. L’Accordo quadro (allegato al documento) era ‘finalizzato a sperimentare e realizzare soluzioni pratiche, su basi tecnico-scientifiche, che favoriscano, nel settore dell’industria della lavorazione di materie plastiche e gomma e a partire da ogni singola azienda, le azioni di prevenzione e di riduzione concreta degli infortuni sul lavoro, attraverso l’uso di molteplici strumenti e indicatori qualitativi e quantitativi’. E proprio in attuazione di tale accordo sono state realizzate le Linee di Indirizzo SGSL-GP, approvate con Determinazione del Presidente dell’Inail n. 138 del 5 luglio 2013.

La finalità delle Linee di Indirizzo SGSL-GP, che riguardo alla struttura si rifanno ai prodotti analoghi già sviluppati per altri comparti industriali, consiste nel “fornire indicazioni operative per strutturare un sistema organico di gestione, inserito nell’operatività aziendale complessiva, utile a pianificare miglioramenti progressivi delle prestazioni nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori per le aziende del settore della Gomma Plastica”. E il punto di partenza imprescindibile da cui si traccia la linea di miglioramento “è rappresentato dall’assoluto rispetto delle leggi in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
Segnalando che le imprese che applicheranno le Linee di Indirizzo SGSL-GP “potranno accedere alle agevolazioni connesse con la riduzione del premio assicurativo Inail” e che tali linee contengono anche indicazioni in merito all’ efficacia esimente dalla responsabilità amministrativa delle imprese, ricordiamo che l’adesione volontaria alle Linee di Indirizzo si concretizza dunque nell’implementazione di un Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza sul Lavoro. Un sistema di gestione che si propone di:
– “ridurre progressivamente incidenti, infortuni e malattie professionali;
– minimizzare i rischi cui possono essere esposti i lavoratori o i terzi;
– contribuire a migliorare la Salute e Sicurezza sul Lavoro (SSL);
– ridurre il rapporto costi/benefici degli interventi di prevenzione;
– migliorare l’immagine aziendale;
– aumentare l’efficienza e le prestazioni delle aziende”.
Il modello adottato è anche in questo caso il ciclo di Deming (ciclo PDCA), articolato secondo le quattro fasi standard: P – Plan, pianificazione; D – Do, attuazione; C – Check, monitoraggio; A – Act, riesame del sistema.

In merito all’attività di pianificazione ci soffermiamo brevemente sull’analisi iniziale, identificazione dei pericoli, valutazione e individuazione delle misure di prevenzione e protezione.

Il documento ricorda che lo scopo di questa analisi è di “identificare i pericoli presenti in azienda, valutarne i rischi e individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione, al fine di assicurare il miglior livello possibile di salute e sicurezza dei dipendenti, degli appaltatori e di tutte le persone che accedono alle aree sotto il controllo diretto dell’azienda, inclusi i visitatori”.
È dunque necessario identificare i pericoli e valutare i rischi attraverso:
– “identificazione sistematica degli aspetti di salute e sicurezza collegati a impianti, processi, attività, organizzazione del lavoro e ai materiali/agenti chimici che sono utilizzati o prodotti;
– valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro;
– identificazione di misure idonee atte a prevenire, eliminare e mitigare i rischi connessi con gli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro secondo l’approccio seguente: eliminazione dello specifico rischio, ove possibile; riduzione degli specifici rischi ad un livello tollerabile, anche attraverso l’identificazione e la scelta dei DPI, incluso l’abbigliamento da lavoro; gestione del rischio residuo sulla base di analisi e dimostrazioni di conformità con i criteri di accettabilità adottati; elaborazione del piano di azione contenente le priorità di intervento; valutazione dell’efficacia delle misure già implementate e da implementare”.
Inoltre l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi “devono esaminare scrupolosamente:
– le attività routinarie e non;
– le attività di tutte le persone all’interno dello stabilimento inclusi gli appaltatori, visitatori, ecc.;
– i comportamenti umani, le capacità personali, i fattori psicologici ed altri fattori umani critici (es. lavoro notturno, in ambienti confinati, in solitario, ecc.);
– i pericoli derivanti dalle attività che si svolgono nelle vicinanze del posto di lavoro”.
Il documento, che si sofferma anche sul metodo di analisi dei rischi, indica poi che tale analisi deve essere effettuata “considerando:
– tutti i possibili rischi;
– gli interventi manutentivi;
– i luoghi di lavoro;
– le attrezzature e i materiali/agenti chimici comunque presenti nell’ambiente di lavoro;
– la gestione dei rifiuti pericolosi, compresi quelli che richiedono particolari modalità operative;
– le modifiche apportate, includendo i cambiamenti temporanei e i loro impatti sulle operazioni, processi e attività;
– la progettazione delle aree di lavoro, dei processi, delle installazioni, delle macchine/ attrezzature;
– le procedure operative e l’organizzazione del lavoro;
– le interazioni tra le attività interne e gli appaltatori”.
Ricordando che “l’analisi deve essere commisurata alla natura e alla dimensione dei rischi presenti e ai possibili impatti sulla salute e sicurezza di tutto il personale presente all’interno dell’unità produttiva”, si indica che il “piano di azione, elaborato a seguito della valutazione dei rischi e coerente con gli obiettivi definiti nella politica aziendale, deve essere funzionale alla riduzione dei rischi”, secondo quanto previsto nel processo obiettivi e traguardi (punto 3.3 del documento).

Concludiamo ricordando poi che l’identificazione dei DPI “deve essere effettuata attraverso un’analisi sistematica di:
– tipologia dei rischi ed eventuali effetti sinergici tra i diversi fattori;
– eventuali prescrizioni particolari del medico competente;
– misure di prevenzione e protezione adottate”.

L’indice del documento:

Elenco dei partecipanti
PREMESSA

1. INTRODUZIONE ALLE LINEE DI INDIRIZZO
1.1 Scopo, campo di applicazione
1.2 Metodo di lavoro
1.3 Termini e definizioni
1.3.1 Termini e definizioni generali
1.3.2 Gli attori del SGSL

2. REQUISITI E STRUTTURA DEL SISTEMA DI GESTIONE
2.1 Esame iniziale
2.2 Politica
2.3 Manuale del sistema

3. PIANIFICAZIONE
3.1 Identificazione e gestione delle disposizioni legislative applicabili
3.2 Analisi iniziale, identificazione dei pericoli, valutazione e individuazione delle misure
di prevenzione e protezione
3.2.1 Appalti
3.2.2 Valutazione dei rischi specifici del comparto – sostanze e miscele pericolose
3.3 Obiettivi e traguardi
3.4 Programma del sistema di gestione

4. ATTUAZIONE E IMPLEMENTAZIONE
4.1 Definizione ruoli e responsabilità
4.2 Informazione, formazione, consapevolezza e competenza
4.3 Comunicazione, consultazione, partecipazione e sensibilizzazione dei lavoratori e di tutte
le parti interessate
4.4 Documentazione e controllo dei documenti
4.5 Controllo operativo: indicazione di misure e strumenti
4.5.1 Procedure operative
4.5.2 Gestione dei cambiamenti
4.5.3 Gestione degli appalti
4.5.4 Manutenzioni
4.5.5 Dispositivi di protezione individuale
4.5.6 Sorveglianza sanitaria
4.5.7 Permessi di lavoro
4.6 Preparazione e risposta alle situazioni di emergenza

5. VERIFICA (CONTROLLI E AZIONI CORRETTIVE)
5.1 osservAzioni e misurazioni
5.2 azioni correttive e preventive
5.3 audit e risultati

6. RIESAME DELLA DIREZIONE

7. MODELLI ORGANIZZATIVI

8. ALLEGATI
Allegato 1 — accordo – quadro di collaborazione tra Inail e Federazione Gomma Plastica
Allegato 2 — tabella di correlazione
Allegato 3 — Elenco esemplificativo delle norme uni applicabili nel settore

INAIL, “ Linee di indirizzo SGSL-GP. Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza dei Lavoratori per le Aziende del settore Gomma Plastica”, documento a cura di un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti dell’INAIL, della Federazione Gomma-Plastica, della Assocomaplast e delle Organizzazioni Sindacali di categoria, edizione 2014, pubblicato nel mese di gennaio 2015.

 

Fonti: Puntosicuro.it, Inail