acl-906584-scuola_2Disponibile una scheda della Regione Lombardia per la valutazione del rischio stress lavoro correlato e dei rischi psicosociali nel settore dell’istruzione: fattori di rischio e misure di prevenzione.

La Regione Lombardia, in collaborazione con INAIL e nell’ambito del progetto CCM 2013 del Ministero della Salute, ha prodotto alcune schede sul tema dello Stress lavoro-correlato e dei rischi psico-sociali in nove diversi settori di attività.
Dopo aver presentato le schede per la Grande Distribuzione Organizzata e per il settore telecomunicazioni, riportiamo oggi la scheda dedicata al settore dell’istruzione.
Segnaliamo che i testi sono stati realizzati da operatori della U.O. Medicina del Lavoro, A.O San Gerardo di Monza.
STRESS LAVORO-CORRELATO E RISCHI PSICOSOCIALI – SETTORE ISTRUZIONE

La letteratura scientifica internazionale ha evidenziato come il settore dell’Istruzione sia particolarmente interessato dal fenomeno del rischio da stress lavoro-correlato e dai fattori di rischio psicosociale. In particolare, da numerosi studi emerge che le principali criticità della professione di insegnante sono legate ad aspetti relazionali conflittuali che spesso si verificano con gli alunni, i genitori e gli altri colleghi. Anche dai risultati preliminari dell’ indagine europea ESENER 2 sui rischi nuovi ed emergenti, emerge che nel settore dell’istruzione il fattore di rischio più frequente è relativo alla gestione degli studenti difficili, seguito dalla pressione temporale e dalla precarietà del lavoro.

Si riporta di seguito una serie di fattori di rischio organizzativo potenzialmente presenti in questo settore indicando, per ognuno di essi, alcune misure correttive di carattere generale utili alla prevenzione e/o riduzione del rischio da stress lavoro-correlato.

CONTENUTO DEL LAVORO
FATTORI DI RISCHIO SLC MISURE DI PREVENZIONE e/o GESTIONE DEL RISCHIO
Rapporto problematico, per contesto e/o circostanze, con alunni e/o genitori – Dedicare tempo alla discussione sul rapporto insegnanti – genitori all’interno del Consiglio d’Istituto

– Organizzare seminari e/o incontri d’aggiornamento sul tema delle comunicazioni interpersonali efficaci e sugli stili educativi, in relazione alla fascia di età degli alunni

– Introdurre (o potenziare) i momenti di accoglienza iniziale sia dal punto di vista didattico che relazionale

Mancata condivisione del patto educativo tra famiglia e istituzione scolastica – Favorire il dialogo fra genitori e insegnanti, ad esempio attraverso l’organizzazione di incontri e/o seminari

– Favorire la collaborazione delle famiglie nelle attività educative

Confronto con una realtà sempre più multietnica e multiculturale e crescita del numero di studenti extracomunitari – Predisporre attività a supporto degli alunni extracomunitari per l’acquisizione di un livello sufficiente di conoscenza della lingua italiana che permetta loro di seguire le lezioni

– Attivare progetti che coinvolgano tutti gli studenti e favoriscano l’integrazione degli alunni extracomunitari

Presenza di classi numerose e/o con alunni con diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento o dell’attenzione prive di insegnanti di sostegno, aumento del numero di alunni disabili nelle classi – Definire chiari ed espliciti criteri di formazione delle classi prime

– Prevedere prove di ingresso e/o considerare fattori oggettivi per assicurare la formazione di classi omogenee

– Prestare attenzione alle informazioni in merito a situazioni specifiche (es. problematiche di singoli alunni, incompatibilità fra alcuni studenti, ecc) coinvolgendo i coordinatori dei Consigli di Classe

Disomogeneità all’interno dei Consigli di Classe in merito ai criteri di valutazione dell’apprendimento degli alunni e/o in relazione ai messaggi educativi da trasmettere agli alunni – Individuare spazi di discussione in merito alla valutazione dell’apprendimento e ai messaggi educativi da trasmettere agli alunni, sia in Collegio Docenti che in piccoli gruppi (es. Consiglio di Classe, team, ecc) al fine di definire regole condivise e formalizzate
Frequenti modifiche organizzative conseguenti alle riforme scolastiche (autonomia scolastica, lavoro d’équipe, innalzamento della scuola dell’obbligo, ingresso anticipato nel mondo della scuola) – Informare tramite seminari, workshop e/o gruppi di discussione in merito a riforme, cambiamenti in atto, vincoli normativi, ecc
Costante necessità di aggiornamento e/o difficoltà di accesso all’aggiornamento con particolare riferimento alle tecnologie informatiche e di comunicazione elettronica – Proporre un piano annuale di aggiornamento considerando sia gli specifici ambiti disciplinari che quelli trasversali (es. informatica, comunicazione, metodologia didattica, ecc)
Criticità legate all’organizzazione degli orari delle lezioni – Illustrare i vincoli organizzativi che possono impedire l’accoglimento delle preferenze, coinvolgendo i lavoratori nell’analisi delle necessità organizzative e nella ricerca delle migliori soluzioni-

– Alla luce dei vincoli di cui sopra, permettere al personale scolastico di esprimere delle preferenze in termini di orario, da valutare poi in relazione alle necessità organizzative

 

CONTESTO LAVORATIVO
FATTORI DI RISCHIO SLC MISURE DI PREVENZIONE e/o GESTIONE DEL RISCHIO
Regolamenti d’Istituto talvolta poco chiari – Revisionare i contenuti del Regolamento in modo che siano applicabili, concreti e più vicini alla realtà della scuola

– Realizzare momenti di divulgazione dei contenuti del

Regolamento – Monitorare l’applicazione del Regolamento
Scarsa diffusione delle circolari, flussi di comunicazione interna inadeguati – Definire in maniera puntuale contenuti e destinatari

delle circolari

– Gestire con cura la diffusione delle circolari e la circolazione delle informazioni

Scarse possibilità di comunicazione e scarso supporto da parte del Dirigente Scolastico rispetto a situazioni didatticamente ed educativamente difficili e in merito ai rapporti con alunni e rispettive famiglie – Curare l’ascolto del personale (es. orari di ricevimento, presenza fisica a scuola, momenti di ascolto non strutturati, ecc)

– Effettuare riunioni e/o incontri tra dirigenza e insegnanti

– Predisporre strumenti di partecipazione del personale scolastico alle scelte assunte all’interno della scuola (es. mettendo a disposizione sistemi di comunicazione e/o favorendo l’invio di proposte e suggerimenti)

Scarso supporto da parte dei colleghi ed isolamento – Promuovere la discussione di gruppo (es. nei Consigli di Classe/team) sui problemi riscontrati ed affrontati dai singoli insegnanti, favorendo il confronto, la condivisione e il supporto reciproco

– Organizzare seminari e/o incontri di aggiornamento sul tema delle relazioni interpersonali tra pari e sul lavoro di gruppo

– Favorire lo scambio e il supporto tra colleghi tramite, ad esempio, incontri/seminari e/o progetti interdisciplinari su temi trasversali (es. salute, sicurezza, cittadinanza, educazione civica, ecc)

– Creare uno sportello di ascolto per i casi individuali

Regione Lombardia, “ Stress lavoro-correlato e rischi psicosociali. Settore Istruzione”, scheda realizzata nell’ambito del progetto CCM 2013 in collaborazione con INAIL, Dipartimento di Medicina, Epidemiologia,Igiene del Lavoro e Ambientale (DiMEILA), testi a cura di Simona Boneschi, Veronica Viganò, Raffaele Latocca. U.O. Medicina del Lavoro, AO San Gerardo Monza (formato PDF, 133 kB)