Indicazioni sui fattori di rischio negli infortuni domestici con particolare riferimento all’eventuale presenza di sostanze pericolose. Focus su prodotti per la pulizia, cosmetici, alimenti pericolosi e farmaci. Le raccomandazioni.

Gli infortuni domestici sono ancora oggi un’importante causa di incidentalità e dunque un consistente problema di sanità pubblica. E le cause di questi infortuni – come ricorda l’Arma dei Carabinieri nello lo spazio web “Per una casa più sicura e sana” – sono riconducibili essenzialmente a tre dimensioni: la qualità del sistema abitativo, ancora molto bassa, le caratteristiche dei prodotti che entrano in casa e i comportamenti individuali. E anche lo stato psicologico gioca un ruolo importante: è più facile subire un infortunio se si è affaticati o eccitati per i troppi impegni, in ansia o eccessivamente sicuri.

Proprio per promuovere una cultura della sicurezza, per indirizzare verso comportamenti più sicuri e ridurre al minimo il rischio di infortuni domestici, torniamo a parlare dei tanti fattori di rischio che ci si trova a dover affrontare nelle case.

Rimandando alla lettura di un articolo generale sulla verifica della sicurezza delle abitazioni, ci soffermiamo oggi sull’eventuale presenza e gestione nelle nostre case delle sostanze pericolose.

L’articolo affronta oggi i seguenti argomenti:

  • Carabinieri: quando anche in casa alcune sostanze possono essere tossiche
  • UPI: le raccomandazioni per gestire le sostanze pericolose
  • UPI: i veleni in natura, i batteri negli alimenti e la curiosità dei bambini

Carabinieri: quando anche in casa alcune sostanze possono essere tossiche

Su alcune specifiche pagine web l’Arma dei Carabinieri ricorda che i prodotti di largo impiego domestico, come i detergenti, disinfettanti e insetticidi “possono liberare nell’aria sostanze pericolose per chi li utilizza, così come il loro contatto con la cute e con le mucose può provocare irritazioni, intossicazioni ed allergie”.

Inoltre i farmaci costituiscono “una delle principali cause di avvelenamenti domestici (non solo nei bambini) sia per assunzione incidentale sia per errori di somministrazione”.

Alcuni consigli in generale:

  • “leggete attentamente le etichette dei recipienti, con i simboli di pericolo e le istruzioni per l’impiego dei prodotti di pulizia e d’igiene;
  • non staccate le etichette dai prodotti che consentono l’uso corretto del prodotto e la sua immediata identificazione, anche perché, in caso di incidente, possono fornire indicazioni utili sulla loro tossicità ed agevolare l’intervento del medico;
  • non travasate mai sostanze pericolose in contenitori diversi da quelli originali e assolutamente mai in contenitori per alimenti o bibite (è una tra le cause più frequenti di avvelenamento);
  • non acquistate prodotti, anche se più economici, sulla cui etichetta non è descritta la composizione;
  • preferite, quando è possibile, confezioni dotate di tappo di sicurezza, a prova di bambino. Evitate di forare o di rimuovere il dispositivo di sicurezza per fare più in fretta;
  • usate sempre i guanti per proteggere le mani;
  • conservate i prodotti tossici in un armadietto separato dalle sostanze alimentari e fuori dalla portata dei bambini. Non lasciate i prodotti incustoditi nemmeno durante l’uso (anche una breve assenza per rispondere al telefono potrebbe risultare pericolosa) e rimettete immediatamente al loro posto i farmaci dopo l’uso”.

In particolare:

  • “maneggiate con cura i detergenti per il forno che contengono sostanze caustiche. Seguite attentamente le istruzioni d’uso e fate attenzione al contatto del detergente con gli occhi;
  • per il lavaggio a mano delle stoviglie usate la minima quantità di detersivo sciolto nell’acqua, quindi sciacquate abbondantemente. Fate attenzione quando caricate la lavastoviglie a non lasciare lo sportello aperto e incustodito dopo aver riempito la vaschetta del detersivo che, se inghiottito, può danneggiare gravemente la bocca e il tubo digerente;
  • dopo l’uso di un insetticida spray arieggiate le stanze. In cucina fate attenzione a non irrorarlo sulle stoviglie e sugli alimenti. Lavatevi accuratamente le mani dopo ogni disinfestazione;
  • mostrate cautela nell’uso e nella conservazione di smacchiatori e solventi che risultano essere molto pericolosi se ingeriti o inalati oppure se tenuti a contatto prolungato con la pelle;
  • prestate attenzione alla custodia al di fuori della portata dei bambini anche dei cosmetici e dei detergenti che producono molta schiuma (come bagni schiuma e shampoo) che possono comportare dei rischi se ingeriti o inalati;
  • non togliete i farmaci dalle confezioni e non utilizzate porta-pillole. La diffusione dei blister (con contenitori singoli di plastica rigida per le compresse) ha comportato un calo del numero degli incidenti perché i bambini hanno difficoltà ad aprirli;
  • tenete il pacchetto delle sigarette rigorosamente fuori dalla portata dei bambini: il tabacco, se ingerito, è molto velenoso;
  • conservate anche le bevande alcoliche in un luogo sicuro: quantità modeste per un adulto possono invece provocare in un bambino reazioni gravi, addirittura fino al coma”.

UPI: le raccomandazioni per gestire le sostanze pericolose

Per raccogliere altri suggerimenti riguardo al rischio chimico in ambito domiciliare prendiamo spunto anche dalla pubblicazione “Veleni e sostanze chimiche. Chi ben guarda è ben protetto”, prodotta in Svizzera dall’ Ufficio prevenzioni infortuni (UPI).

Il documento ricorda che con prodotti come “detergenti in cucina, prodotti cosmetici in bagno, concime in giardino o solventi nell’officina: anche l’economia domestica nasconde numerose insidie velenose”. E sottolinea che “meno veleni e sostanze chimiche nell’ economia domestica significa anche meno pericoli di infortunio e meno carico ambientale”.

Alcune raccomandazioni:

  • “acquista con consapevolezza. Al momento dell’acquisto e prima dell’uso tieni conto dei simboli di pericolo e delle avvertenze di sicurezza. Sostituisci i prodotti velenosi con quelli non velenosi;
  • riponi i prodotti velenosi e i farmaci fuori dalla portata delle/dei bambine/i, idealmente in un armadietto chiuso a chiave, a un’altezza di almeno 160 cm;
  • conserva i prodotti chimici e farmaci nel loro imballaggio originale;
  • non utilizzare mai contenitori per alimenti per conservare prodotti chimici;
  • usa guanti protettivi e, se hai a che fare con acidi o soluzioni alcaline forti, occhiali di protezione;
  • in caso di vapori assicurati di areare bene i locali. Utilizza un solo prodotto per volta per evitare l’insorgere di reazioni chimiche involontarie come la formazione di vapori;
  • almeno una volta all’anno provvedi allo smaltimento delle quantità residue di prodotti chimici (nell’imballaggio originale) e farmaci presso il punto di vendita o l’apposito contenitore del centro di raccolta differenziata”.

UPI: i veleni in natura, i batteri negli alimenti e la curiosità dei bambini

Il documento segnala poi che veleni e sostanze chimiche possono trovarsi anche in natura.

Infatti la natura “non produce solo cose commestibili, bensì anche piante velenose, bacche e funghi” e anche le bambine e i bambini “devono imparare a distinguerli dalle specie innocue: non devono mai mangiare le bacche e i frutti che non conoscono”.

Da questo punto di vista è bene controllare soprattutto “il giardino e l’area giochi dei bambini per cercare piante velenose”.

Inoltre negli alimenti possono essere presenti dei batteri.

Alcune indicazioni:

  • Osserva la data di scadenza e “valuta la freschezza degli alimenti in base all’odore e all’aspetto.
  • Conserva gli alimenti in luoghi asciutti e chiusi.
  • Gli alimenti crudi, soprattutto il pollame, la carne, le uova e il latte crudo possono essere contaminati con agenti patogeni, quali ad es salmonella. Questo genere di batteri viene eliminato cuocendo la carne a 70° C e per almeno 10 minuti”.

È poi indispensabile seguire le consuete regole di pulizia e igiene. 

Un problema ulteriore può essere rappresentato dalla curiosità di bambine e bambini.

I bambini “amano provare di tutto per scoprire il mondo. Sostanze ben odoranti inducono sovente a bere liquidi chimici; cosmetici e medicinali sono assaggiati per gioco. Nel caso di bambine e bambini piccole/i, spiegare come stanno le cose serve a ben poco: occorre soprattutto proteggerli, conservando i prodotti e farmaci in armadietti sotto chiave e/o che si trovino ad almeno 160 cm d’altezza da terra”. 

Riprendiamo, infine, i tre consigli principali:

  • “Osserva le avvertenze e le istruzioni per l’uso.
  • Per evitare confusioni: conserva veleni, prodotti chimici e farmaci nel loro imballaggio originale e non utilizzare mai contenitori per alimenti.
  • Riponi veleni, prodotti chimici e farmaci fuori dalla portata delle bambine e dei bambini”.   

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento UPI che riporta anche indicazioni sui primi soccorsi in caso di avvelenamento (ingerimento, inalazione, contatto cutaneo, affezione oculare e svenimento o arresto cardiocircolatorio).

N.B.: Se alcuni riferimenti legislativi e alcune indicazioni contenute nei documenti di UPI riguardano la realtà elvetica, i suggerimenti indicati e le informazioni riportate sono comunque utili per migliorare la prevenzione dei rischi.

Scarica il documento da cui è tratto l’articolo:

BFU, BPA, UPI, Ufficio prevenzione infortuni, “Veleni e sostanze chimiche. Chi ben guarda è ben protetto”, Confederazione Svizzera.