
Gli occhiali con telecamera nascosta si diffondono rapidamente in Europa. Le autorità per la protezione dei dati valutano nuove misure contro possibili violazioni della privacy, mentre aumentano vendite, denunce e preoccupazioni.
Con questa espressione anglosassone si fa’ riferimento agli occhiali, all’interno della cui montatura è incorporata una telecamera, le cui immagini vengono archiviate sugli stessi occhiali. L’uso crescente di questi dispositivi pone gravi problemi, in termini di rispetto della privacy ed è questa la ragione per cui l’Europa si sta attivando per mettere sotto controllo questo fenomeno.
Già da qualche tempo l’Europa teneva sotto controllo l’utilizzo di queste attrezzature e recentemente la situazione è diventata assai più critica, dopo che i mezzi di informazione svedesi hanno riferito che alcuni utenti utilizzavano questi apparati per catturare i modelli formativi di un’azienda, che produceva applicativi di intelligenza artificiale. Le immagini catturate riguardavano la visita ai servizi igienici, aspetti afferenti ai conti correnti bancari e perfino ad attività di natura sessuale.
È sufficiente una breve indagine su Internet per scoprire che oggi questi apparati sono venduti da dozzine di negozi online, a prezzi variabili da una trentina di euro ad un centinaio, a seconda delle prestazioni offerte. Alcuni studiosi addirittura affermano che è uno dei prodotti con la più elevata percentuale di incremento delle vendite, negli ultimi tempi.
Lo European Data protection board, che raccoglie tutti i garanti europei, ha pertanto commissionato un rapporto su questo tema, che dovrebbe essere analizzato a giorni e dovrebbe portare ad assumere decisioni specifiche.
Già negli Stati Uniti è stata lanciata a un’azione collettiva nei confronti di un importante azienda, i cui smart glasses vengono venduti in grandi quantità. L’azienda ha dichiarato che il software, incorporato in questi occhiali, contiene delle garanzie sulla privacy, ma in realtà non è stata in grado di dare nessun dettaglio credibile su queste garanzie.
In una recente intervista, il commissario europeo alla giustizia ha confermato che questi occhiali possono presentare un rischio significativo in termini di violazione della privacy dei cittadini.
Una grande azienda ottica italiana, che produce questi apparati, ha recentemente dichiarato che le vendite stanno crescendo in misura esponenziale degli Stati Uniti e stanno crescendo anche nelle varie aree europee. Per dare una idea dei numeri in gioco, siamo parlando di 7 milioni di occhiali venduti, da parte di una sola fabbrica, nel 2025.
Alcuni studi legali europei, specializzati nella protezione dei dati personali, seguendo quanto accaduto già negli Stati Uniti, stanno invitando gli interessati coinvolti ad aderire ad una iniziativa di massa, che dovrebbe mettere sotto controllo questo fenomeno, potenzialmente estremamente pericoloso, anche per il fatto che l’interessato non ha alcun modo di esprimere un consenso alle riprese, in quanto è completamente all’oscuro del fatto che le riprese possono essere in corso.
Non mancheremo di tenere informati i lettori sull’evoluzione dell’atteggiamento del comitato europeo per la protezione dei dati, dopo l’analisi del rapporto, già commissionato.
Fonti: Puntosicuro.it