
Analisi statistica INAIL su infortuni e malattie professionali delle lavoratrici: focus su rischio in itinere, differenze di genere, fasce d’età più colpite e aumento delle denunce di patologie professionali
È online sul sito dell’Inail il Dossier donne 2026, la pubblicazione che descrive l’andamento al femminile di infortuni sul lavoro e malattie professionali, elaborata dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto in base ai dati mensili provvisori del biennio 2024-2025 e a quelli consolidati del quinquennio 2020-2024. Il Dossier nasce con l’obiettivo di dare evidenza alle diverse condizioni di vulnerabilità di lavoratrici e lavoratori, al fine di realizzare interventi di prevenzione sempre più efficaci e calibrati sulle esigenze delle persone. La conoscenza corretta delle differenze tra i generi, infatti, è uno strumento fondamentale per attuare una tutela realmente paritaria e inclusiva. Come per l’edizione 2025, il testo contiene anche una sezione dedicata gli studenti, che sono quindi esclusi dalle analisi infortunistiche principali.
Nel 2025 aumentano gli infortuni femminili, soprattutto in itinere.
Nonostante i dati siano ancora provvisori, tra gennaio e dicembre 2025, si registra, rispetto allo stesso periodo del 2024, un aumento delle denunce di infortunio in complesso pari all’1,0%, saldo di una lieve crescita (+0,5%) dei casi avvenuti in occasione di lavoro e di un incremento più marcato, del 3,2%, di quelli in itinere, avvenuti, cioè nel percorso casa-lavoro-casa, trascinati da un aumento del 3,5% della componente femminile. Per i lavoratori si è rilevata una variazione del +0,3%, con solo 876 casi in più, mentre le lavoratrici hanno fatto registrare un aumento del 2,4%, con oltre 4.700 infortuni in più.
Negli ultimi 5 anni il tragitto tra la casa e il lavoro si conferma più a rischio per le donne.
Nonostante le denunce femminili siano numericamente inferiori a quelle degli uomini, in termini relativi la quota degli infortuni in itinere sul totale degli infortuni della componente femminile è più alta rispetto a quella maschile, ed è cresciuta lungo tutto il periodo: si è passati dal 17,2% del 2022 al 26,6% del 2023, per arrivare al 27,3% nel 2024. Per gli uomini, invece, la quota degli infortuni in itinere nel 2024 si è fermata al 15,7%. Anche per le denunce con esito mortale, infine, l’incidenza tra le lavoratrici nel 2024 è più elevata, pari al 38,1% (37 su 97), mentre per gli uomini la quota scende al 23,7% (265 su 1.118).
Oltre un decesso su due avviene “fuori azienda”.
La caratterizzazione per genere è confermata anche dagli infortuni “fuori azienda”, che comprendono gli infortuni in itinere e quelli avvenuti in occasione di lavoro con mezzo di trasporto coinvolto, riconducibili, quindi, al rischio da circolazione stradale. Nel 2024 l’incidenza di questi infortuni è stata del 29,2% per le donne e del 19,7% per gli uomini, mentre, negli esiti mortali, la quota femminile raggiunge il 55,7% (54 casi su 97), più di un caso su due, mentre quella maschile si ferma al 41,8% (467 su 1.118).
Tra i 55 e i 59 anni la fascia d’età più a rischio, ma gli infortuni aumentano anche tra le over 65.
Nel 2024, il 15,5% del totale degli infortuni femminili ha riguardato donne con un’età compresa tra i 55 e i 59 anni, che risultano le più colpite. Più nel dettaglio, all’interno di questa fascia di età gli infortuni femminili costituiscono il 41,3% del totale riferito ai coetanei di entrambi i generi. Lungo tutto l’ultimo quinquennio, inoltre, le denunce per le lavoratrici tra i 65 e i 69 anni sono aumentate del 19,4%, a fronte di un incremento del 15,8% per il genere maschile.
Violenza sul lavoro, quasi la metà dei casi tra il personale sanitario.
Le aggressioni e le violenze ai danni delle lavoratrici, nel 2024, hanno inciso per il 5,5% sul totale degli infortuni femminili riconosciuti dall’Inail. A essere coinvolto, in almeno il 44% dei casi, è stato il personale del settore sanitario e assistenziale. Seguono, a distanza, le esperte della formazione, le insegnanti di scuola primaria e, le addette alle vendite e al recapito postale. Inoltre, nel periodo 2020-2024, circa il 60% dei casi di violenza sono stati denunciati al Nord, mentre Centro e Mezzogiorno si attestano entrambi intorno al 20%.
In aumento anche nel 2025 le denunce di malattie professionali.
Secondo i dati provvisori del 2025, prosegue la crescita delle denunce di malattia professionale, con un aumento dell’11,3% rispetto al 2024. Le denunce femminili hanno fatto registrare un incremento del 9,2%, a fronte del 12,0% raggiunto da quelle maschili. Ma per entrambi i generi è stata evidenziata una crescita costante e strutturale delle denunce, che si attestano su livelli molto superiori agli anni precedenti. Dall’osservazione del quinquennio 2020-2024, emerge, inoltre, che nel 2024 le malattie professionali denunciate dalle lavoratrici hanno superato del 20,9% quelle del 2023.
Dorsopatie, tendiniti e sindrome del tunnel carpale restano le patologie più diffuse.
Come negli anni precedenti, anche nel 2024 le malattie più denunciate sono state quelle del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo che, insieme a quelle del sistema nervoso, rappresentano l’86,8% del totale delle denunce. La differenza di genere, però, è molto evidente: per i lavoratori queste patologie pesano per l’83,8%, mentre, tra le lavoratrici, la percentuale sale al 95,3%. Le malattie osteo-muscolari più ricorrenti sono dorsopatie e disturbi dei tessuti molli (tendiniti) e, fra quelle del sistema nervoso, la quasi totalità è rappresentata dalla sindrome del tunnel carpale; dal confronto di genere di queste tre patologie, che insieme rappresentano il 78,0% delle denunce totali, emerge che la quota per le lavoratrici è dell’88,0%, mentre per gli uomini si ferma al 74,4%.
- Dossier donne 2026 Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle lavoratrici al centro del focus elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail in base ai dati mensili provvisori del biennio 2024-2025 e a quelli consolidati del quinquennio 2020-2024. Agli studenti è dedicata un’apposita sezione.
Fonte: INAIL, Puntosicuro.it