
La prima parte di un contributo si sofferma sull’importanza delle attività di informazione e formazione nella prevenzione delle aggressioni nei luoghi di lavoro. Focus sull’informazione. A cura di Renata Borgato.
Sono molti gli articoli che PuntoSicuro ha dedicato e sta dedicando al tema delle violenze e molestie nei luoghi di lavoro. Infatti, le violenze fisiche e verbali, le aggressioni, le molestie sessuali e ogni tipo di vessazione, che sono presenti in vari settori lavorativi, possono compromettere il benessere psicofisico dei lavoratori, con impatti negativi sulla salute e la qualità della vita.
Per migliorare la prevenzione e gestione di questi rischi è essenziale una corretta attività di informazione e formazione nei luoghi di lavoro e a fornirci qualche indicazione sui contenuti di queste attività è un contributo di Renata Borgato, formatrice e docente.
Il contributo – dal titolo “L’importanza della formazione nella prevenzione delle aggressioni nei luoghi di lavoro” – è diviso in due parti: la prima, che pubblichiamo oggi, è dedicata all’attività di informazione e la seconda, che pubblicheremo nei prossimi giorni, all’attività di formazione.
L’importanza della formazione nella prevenzione delle aggressioni nei luoghi di lavoro – prima parte
Aprite sempre la mente, come il paracadute, salva la vita a ogni uomo (Albert Einstein).
Misure legate all’informazione e alla formazione dei lavoratori
Da quando la Convenzione 190/2019 OIL è stata ratificata in Italia dalla legge 4/2021 esiste in ogni luogo di lavoro l’obbligo esplicito di attuare azioni concrete che contrastino “ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica nel posto di lavoro” e che si prefigge, causa o può comportare un danno fisico, psicologico, sessuale o economico.
Esse devono essere messe in atto in caso di comportamenti già attuati o solo minacciati, occasionali o reiterati. La legge tutela lavoratrici e lavoratori non solo nel luogo di lavoro, ma in tutte le situazioni connesse a esso [1].
In relazione agli obblighi derivanti dalla legge, le azioni da compiere nei luoghi di lavoro sono molteplici (strutturali, tecnologiche, organizzative ecc. orientate alla rimozione delle fonti fisiche di rischio di violenze o molestie che agiscono su ambienti, postazioni e strumenti di lavoro e sulla ristrutturazione dei processi e delle relazioni deleterie).
A esse si aggiungono le attività relative all’informazione e formazione che costituiscono uno degli strumenti di contrasto ad aggressioni e molestie.
Proponiamo qui a seguito un modello di percorso informativo e formativo finalizzato alla prevenzione, gestione e attenuazione degli effetti di episodi di violenza e molestie.
Informazione
L’informazione sarà diretta a tutto il personale con l’obiettivo di inquadrare correttamente il tema e, preferibilmente, si articolerà in due fasi e avrà contenuti e obiettivi diversi in relazione al target.
1° fase: INFORMAZIONE

2° fase: INFORMAZIONE
Questa seconda fase è finalizzata a rendere edotti tutti i lavoratori e le lavoratrici relativamente a vari temi:
- dei risultati della valutazione dei rischi di aggressione e molestie presenti nello specifico luogo di lavoro. Nella valutazione saranno quanto meno indicate
- le fonti di rischio (esterne o interne),
- la tipologia di rischio (verbale, psicologico, fisico o legato al genere)
- la probabilità e la gravità degli accadimenti
- le ricadute dei diversi rischi sui soggetti interessati
- le misure di prevenzione, protezione e bonifica.
- le misure adottate nello specifico luogo di lavoro (L’accettabilità del rischio dipende da quanto i dipendenti percepiscono come «tecnicamente sicure» le misure organizzative adottate).
- il codice di comportamento o codice etico adottato (come specificamente suggerito dall’Accordo Europeo del 26/04/2007) dall’impresa
- comportamenti che le policy aziendali considerano inopportuni e che, come tali, verranno trattati come reato disciplinare.
- le procedure istituite dall’impresa per tutelare i dipendenti da aggressione da interni/esterni e molestie.
- le procedure da seguire in caso di aggressione o molestie subite (da persone esterne o interne all’impresa)
- le misure attraverso le quali verrà garantita la necessaria riservatezza nel caso l’evento si produca.
- possono anche essere oggetto di azioni legali da parte delle vittime.
- le strategie per gestire situazioni difficili;
- le modalità per contenere l’aggressione.
Qualora le aggressioni o le molestie possano derivare dal contatto con persone che fruiscono del servizio, è estremamente utile che l’azienda/associazione intraprenda un’azione di informazione anche nei loro confronti indicando i comportamenti attesi e le conseguenze derivanti dalle inadempienze. A tale scopo possono essere utilizzati materiali scritti o video.
fine della prima parte
Renata Borgato
La seconda parte del contributo si soffermerà sull’attività di formazione e sarà pubblicata domani.
Scarica la normativa di riferimento:
[1] nel posto di lavoro, ivi compresi spazi pubblici e privati laddove questi siano un luogo di lavoro;
- in luoghi in cui il lavoratore o la lavoratrice ricevono la retribuzione, in luoghi destinati alla pausa o alla pausa pranzo, oppure nei luoghi di utilizzo di servizi igienico-sanitari o negli spogliatoi;
- durante spostamenti o viaggi di lavoro, formazione, eventi o attività sociali correlate con il lavoro;
- a seguito di comunicazioni di lavoro, incluse quelle rese possibili dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
- all’interno di alloggi messi a disposizione dai datori di lavoro;
- durante gli spostamenti per recarsi al lavoro e per il rientro dal lavoro.
Fonti:Puntosicuro.it, Normative.it, Renata Borgato.