Un documento dell’Agenzia europea EU-OSHA si sofferma sulle professioni sanitarie e socioassitenziali. I rischi principali dei lavoratori, la prevenzione e i risultati dell’indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti.

In Europa il comparto sanitario e socio-assistenziale, un settore chiave per poter garantire e preservare la salute e il benessere dei cittadini e dei lavoratori, impiega (dati 2020 Eurostat) circa l’11% dei lavoratori dell’Unione europea. Una percentuale significativa di questi lavoratori opera negli ospedali, ma il personale lavora anche in altri ambiti lavorativi come case di cura e di riposo, studi medici, varie aree di attività legate alla salute o, a volte, nelle stesse case dei pazienti.

Partendo dalla considerazione che i lavoratori del settore sanitario e socio-assistenziale sono esposti a diversi rischi elevati per la salute e la sicurezza sul lavoro (SSL), ci soffermiamo oggi su una recente relazione in lingua inglese, commissionata dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA), che fornisce una panoramica di tali rischi e della loro gestione, primi fra tutti i rischi correlati alla emergenza COVID-19 e a fattori ergonomici e psicosociali.

La relazione, dal titolo “Human health and social work activities – evidence from the European Survey of Enterprises on New and Emerging Risks (ESENER)” contiene una panoramica delle tendenze in una prospettiva temporale, delle criticità e dei fattori chiave propri della gestione della SSL nel comparto sanitario e socio-assistenziale.

Nel documento, a cura di Andrea Broughton, Paulina Pankowska, Mario Battaglini, Letizia Vicentini, si fa riferimento all’ indagine europea tra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER) dell’EU-OSHA, un’indagine che esamina la gestione pratica dei rischi per la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro europei e che si è svolta in tre diversi cicli (2009, 2014 e 2019).

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:

  • Comparto sanitario e socio-assistenziale: gli obiettivi della relazione
  • Comparto sanitario e socio-assistenziale: i rischi ergonomici e psicosociali
  • Comparto sanitario e socio-assistenziale: come migliorare la prevenzione

Comparto sanitario e socio-assistenziale: gli obiettivi della relazione

 Nella parte introduttiva della relazione si ricorda che tra i rischi principali per i lavoratori del settore sanitario e dell’assistenza sociale ci sono i rischi biologici, che comprendono qualsiasi forma di esposizione ad agenti biologici come gli agenti patogeni trasmessi per via ematica e i microrganismi infettivi. Chiaramente a questi rischi appartengono anche quelli correlati alla pandemia da COVID-19.

Il documento si sofferma anche su:

  • rischi chimici, compresi tra l’altro quelli derivanti dai farmaci, ad esempio quelli utilizzati nel trattamento del cancro;
  • rischi fisici, come quelli derivanti da rumore, scivolamenti, inciampi e cadute, e radiazioni ionizzanti;
  • rischi ergonomici, per esempio il sollevamento durante la movimentazione dei pazienti;
  • rischi psicosociali, che comprendono, tra gli altri, la violenza e le molestie da parte di terzi, l’esposizione a eventi traumatici, l’elevato carico di lavoro, l’avere a che fare con malati terminali, la necessità di svolgere più compiti, il lavoro a turni, il lavoro in solitario, il burnout, il mobbing, …

Proprio in relazione all’importanza del settore e dei rischi specifici per la SSL lo studio analizza i dati dei tre cicli delle indagini ESENER per ottenere una panoramica delle tendenze nel tempo nelle aree della gestione della SSL in generale e dei rischi psicosociali in particolare.

La relazione risponde, ad esempio, a queste domande:

  • Quali sono i principali fattori di rischio per la SSL affrontati dal settore sanitario e socio-assistenziale? Questi fattori di rischio sono cambiati significativamente negli ultimi dieci anni? Come si confrontano i fattori di rischio affrontati da questo settore con quelli affrontati da altri settori?
  • Come viene gestita la SSL nel comparto sanitario e socio-assistenziale? La gestione della SSL è cambiata significativamente nell’ultimo decennio? Esistono differenze sostanziali nella gestione della SSL in questo settore in base al Paese? La SSL è gestita in modo significativamente diverso in questo settore rispetto ad altri settori?
  • Quali sono i principali fattori che influenzano la gestione della SSL? Quali sono le conseguenze di fattori come il contesto nazionale, le dimensioni degli ambiti lavorativi, il coinvolgimento dei lavoratori e l’esistenza/assenza di buone prassi?

Comparto sanitario e socio-assistenziale: i rischi ergonomici e psicosociali

Nel complesso lo studio ha riscontrato una consapevolezza della SSL nel settore sanitario e socio-assistenziale superiore alla media degli altri settori.

Riguardo ai rischi i principali rischi ergonomici segnalati per coloro che lavorano nel settore sono i movimenti ripetitivi delle mani e delle braccia, la seduta prolungata e il sollevamento o lo spostamento di persone o di carichi pesanti. Questi rischi possono causare disturbi muscolo-scheletrici (DMS) in generale e dolori alla schiena in particolare. Questi fattori sono identificati come rischi per tutti i settori, ma il sollevamento o lo spostamento di carichi pesanti è segnalato come un rischio maggiore per questo settore che per altri settori.

E anche i rischi da sostanze chimiche o biologiche sono stati confermati come più elevati per questo settore che per altri settori.

In termini di rischi psicosociali si conferma che avere a che fare con pazienti difficili è il rischio più significativo. Atri problemi significativi possono essere la pressione del tempo, le molestie e la violenza sul posto di lavoro.

Chiaramente poi l’impatto del COVID-19 è stato significativo per il comparto.

Gli intervistati hanno sottolineato un enorme aumento dello stress, causato da fattori quali il superlavoro dovuto all’aumento del numero di pazienti e alla carenza di personale, la mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI) nella prima ondata di COVID-19, e l’ansia generale per la propria salute a causa della potenziale esposizione al COVID-19 sul lavoro, e per la salute delle loro famiglie durante la pandemia.

Lo studio ha riscontrato che gli ambiti lavorativi del settore sanitario e socio-assistenziale, rispetto ad altri settori, hanno più probabilità di avere una buona gestione della SSL.

Generalmente le aziende dispongono di una serie di misure di attenuazione per cercare di ridurre al minimo i rischi ergonomici e psicosociali in questo settore.

Si indica poi che la percentuale di aziende del comparto che ha riferito di aver effettuato delle valutazioni dei rischi è più alta che in altri settori.

Comparto sanitario e socio-assistenziale: come migliorare la prevenzione

Dallo studio emerge una serie di punti chiave di apprendimento, degli aspetti rilevanti che possono contribuire a migliorare la salute e sicurezza sul lavoro nel settore sanitario e socio-assistenziale.

Ne riprendiamo, in conclusione, alcuni:

  • è fondamentale riconoscere i rischi psicosociali sul posto di lavoro, soprattutto dopo la pandemia da COVID-19;
  • la meccanizzazione e la digitalizzazione possono svolgere un ruolo importante nel mitigare i rischi ergonomici nel settore, e questo ruolo aumenterà senza dubbio in futuro;
  • la ricerca ha dimostrato che questo comparto ha buone prestazioni in termini di attuazione di una serie di strategie di mitigazione del rischio di SSL, in particolare nel caso di stress, bullismo, molestie, abusi e minacce da parte di soggetti esterni;
  • anche la formazione e la sensibilizzazione sono uno strumento vitale per ridurre i rischi di SSL sul luogo di lavoro in tutto il settore, sia per i dipendenti che per i dirigenti. Riguardo a questi aspetti il settore ottiene risultati relativamente buoni e ciò è particolarmente importante nelle strutture di assistenza sociale e non residenziale, dove l’ambiente di lavoro è meno controllato;
  • il settore ottiene risultati relativamente buoni anche in termini di discussione delle questioni inerenti la salute e la sicurezza, sia tra i dirigenti che con i rappresentanti dei lavoratori. Data l’importanza fondamentale di questa comunicazione, questo aspetto dovrebbe continuare ad essere al centro dell’attenzione del settore;
  • è fondamentale che gli esempi di buone prassi siano disponibili per tutti, il che significa che sarebbe consigliabile la traduzione delle buone prassi in più lingue dell’UE;
  • il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori e dei dipendenti nella gestione della SSL e nella valutazione dei rischi è un vantaggio riconosciuto in termini di riduzione dei rischi;
  • il settore sanitario e dell’assistenza sociale ha indubbiamente sofferto molto in relazione alla pandemia da COVID-19. Tuttavia quanto avvenuto potrebbe essere utilizzato per migliorare la SSL nel settore, sulla base della maggiore visibilità e importanza del settore agli occhi dell’opinione pubblica.

Tra le future aree su cui concentrarsi vi è poi la risoluzione delle carenze di personale e la protezione della forza lavoro da fattori quali violenza e molestie.

Concludiamo rimandando alla lettura integrale del documento che riporta numerose tabelle e grafici esplicativi in relazione ai risultati dell’indagine ESENER.

Scarica il documento da cui è tratto l’articolo:

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, “Human health and social work activities – evidence from the European Survey of Enterprises on New and Emerging Risks (ESENER)”, documento in lingua inglese, a cura di Andrea Broughton, Paulina Pankowska, Mario Battaglini, Letizia Vicentini, edizione 2022.

Fonti: Puntosicuro.it, EU-OSHA