Un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente mostra come in Europa sia ancora troppo alto l’inquinamento atmosferico. L’Italia è tra le nazioni con maggiori rischi e più vittime. Il particolato fine, il biossido di azoto e l’ozono.

Che l’inquinamento atmosferico sia una delle principali cause di morte prematura e malattie è ormai, purtroppo, un fatto evidenziato da molti studi. Tuttavia i dati relativi al 2019 continuano a mostrare una situazione preoccupante, per quanto in via di miglioramento rispetto al passato (la qualità dell’aria in Europa nel 2019 è risultata migliore rispetto al 2018).

In particolare nei 27 Stati membri dell’Unione Europa nel 2019 l’ inquinamento atmosferico ha causato ancora moltissime morti premature e malattie:

  • 307.000 morti premature attribuite all’esposizione cronica al particolato fine;
  • 40.400 morti premature attribuite all’esposizione cronica al biossido di azoto
  • 16.800 morti premature dovute all’esposizione acuta all’ozono.

Inoltre l’inquinamento provoca vittime più in Italia che negli altri paesi europei: nel 2019 l’Italia era al primo posto in Europa per morti per biossido di azoto e secondo per i rischi da particolato fine PM2,5 e ozono.

A fornire questi dati è un’analisi dell’Agenzia europea dell’ambiente ( AEA), un’agenzia dell’Unione europea che ha il compito di fornire informazioni indipendenti e qualificate sull’ambiente.

I dati sono stati forniti nel report relativo agli “ Impatti sulla salute dell’inquinamento atmosferico in Europa” contenuto nel Rapporto 2021 sulla qualità dell’aria.

I dati mostrano il report mostra che, con un conseguente minor impatto negativo sulla salute dei cittadini.

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:

  • Le conseguenze dell’inquinamento atmosferico
  • L’inquinamento: i dati relativi all’Italia

Le conseguenze dell’inquinamento atmosferico

A questo proposito ricordiamo che l’inquinamento atmosferico può esercitare i suoi effetti sulla salute sia nel caso di esposizioni acute, di breve durata, che nel caso di esposizioni croniche, di lunga durata. E in Europa il progetto ESCAPE (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects) ha studiato gli effetti cronici dell’ inquinamento atmosferico tra i soggetti adulti mettendo in evidenza l’esistenza di un’associazione tra esposizione cronica a inquinanti dell’aria e mortalità naturale ed eventi cardiovascolari, e tumore del polmone, cerebrale, della mammella e dell’apparato digerente.

Riprendiamo riguardo alle conseguenze dell’inquinamento atmosferico una infografica pubblicata sul sito dell’Agenzia europea dell’ambiente:

L’inquinamento: i dati relativi all’Italia

Riprendiamo dal Rapporto 2021 dell’AEA alcuni dati relativi all’Italia.

Ricordiamo che l’analisi in questo briefing si riferisce ai 27 Stati membri dell’Unione europea (UE-27), ma ha riguardato anche altri paesi europei. Inoltre le quantificazioni dei rischi per la salute sono effettuate per i singoli inquinanti atmosferici, ma i risultati non possono essere sommati poiché presentano un certo grado di correlazione.

L’AEA presenta i rischi per la salute in termini di morti premature e anni di vita persi (YLL).

Riprendiamo le indicazioni relative all’esposizione al particolato fine (PM 2,5), costituito da particelle sospese nell’aria.

In questo caso per l’Italia Italia sono indicate 49.900 morti premature che equivalgono a 504.500 anni di vita persi.

 

Ci soffermiamo poi sull’esposizione al biossido di azoto che è formato principalmente da processi di combustione, come quelli che si verificano nei motori delle auto e nelle centrali elettriche.

In questo caso l’Italia presenta 10.640 morti premature e 107.600 anni di vita persi.

Infine prendiamo in considerazione l’esposizione all’ozono.

L’ozono troposferico si forma da reazioni chimiche (innescate dalla luce solare) che coinvolgono

sostanze inquinanti emesse nell’aria, incluse quelle derivanti da trasporti, dall’estrazione di gas

naturali, discariche e sostanze chimiche per uso domestico.

Riguardo all’ozono l’Italia presenta 3.170 morti premature e 33.200 anni di vita persi.


Concludiamo segnalando che il rapporto AEA è stato pubblicato poco prima del Forum dell’Unione europea sull’aria pulita che si tiene il 18 e 19 novembre 2021 e che servirà a discutere sulla situazione e sullo sviluppo di strategie per migliorare la qualità dell’aria.

Il link al Rapporto 2021 sulla qualità dell’aria.